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Vues et vécus en Algérie et ailleurs. Forum où au cours des jours et du temps j'essaierai de donner quelque chose de moi en quelques mots qui, j'espère, seront modestes, justes et élégants dans la mesure du possible. Bienvenue donc à qui accède à cet espace et bienvenue à ses commentaires. Abdelmalek SMARI

IL FUTURO JOHN (4)

 

“Attenzione, questa guerra al terrore ha per obbiettivo principale la salvezza delle vite umane e dei valori di pace e di dignità. Potete anche stupirvi ma è così.”

Fu questo l’argomento principale di quel seminario annunciato da un docente esperto.

I formatori fecero dei test ai ragazzi per sondare la loro buona volontà e la loro lealtà.

Il futuro John notò la presenza dei suoi due amici e di alcuni agenti che provenivano da regioni diverse. Questi ultimi gli sembravano tutti e quanti d’origine straniera.

Del resto la Francia è ormai una nazione multietnica, pensò. Parallelamente notò che i relatori, a parte due anglosassoni, erano tutti francesi.

La cosa curiosa era che tutti e quanti conoscevano in una maniera profonda la nebulosa dei terroristi e le loro dottrine, o almeno così sembrava al Futuro John.

Uno dei relatori prese la parola dopo aver sistemato un videoproiettore. La sua voce risuonava chiara e determinata. “Vogliamo fare di voi dei veri soldati. Soldati che si battono nella giustizia per la libertà. Essere giusti significa essere preparati, capaci di fare la differenza tra i buoni e i cattivi, eliminare i colpevoli e risparmiare gli innocenti. Non tutti i mussulmani sono dei terroristi in potenza, come tendono a fare credere alcune voci sovversive. Questo, lo dovete mettere bene nella testa. La nostra guerra è contro il terrorismo e non contro i seguaci della religione mussulmana. Del resto qualcuno di voi appartiene a questa religione. Questa nostra guerra è giusta e quindi tutto deve funzionare con la sola luce della ragione e della giustizia. Perché, secondo voi, noi stiamo cercando di capire la psicologia umana? Per uno scopo nobile, scientifico. Lo scopo di sottomettere al potere della ragione i fenomeni umani. La scienza senza applicazione è solo fumo. Noi studiamo per controllare tutto, non solo il nostro proprio comportamento personale, ma anche e soprattutto il comportamento nichilista, distruttivo, (pensiero e azione) dei nostri nemici. Bisogna fare uscire il tutto dalle tenebre dell’imprevedibilità alla luce della previsione per anticipare il futuro e proteggerci dai colpi mortali del caso. Solo un terrorista osa contestare questo modo di operare contro il male e il terrore.

I terroristi partono dal presupposto che ogni religione debba escludere le altre, dimenticando che la loro presunta religione non è una religione! È solo l’espressione della loro natura malvagia, un epifenomeno della loro maniera di vivere. Anche i topi hanno una loro concezione di vita, ma non è religione.

Niente è lasciato o deve essere lasciato al caso. E qui cito la parola di un parlamentare nostro: Roma è decaduta perché non era stata attenta all’uso dei mercenari, quando li aveva esentati dalla disciplina che imponeva alle sue forze armate regolari.

Pensate che ci faccia piacere sporcare le nostre mani col sangue di questi criminali, nemici della specie umana e della vita, imparare la loro lingua, studiare la loro scrittura (sacra?!), il loro Corano, interessarci a loro e alle loro culture, se di culture si può tacciare il loro primitivismo? No, ma lo dobbiamo fare. Dobbiamo purtroppo tapparci il naso e attaccarci a questi strati di tenebre. Il mondo civile deve conoscere alla perfezione questa cancrena per controllare il male che ne esce e neutralizzarne le minacce.

Il terrore è anche globale nel senso che esso non esiste solo nei particolari individui, ma ci sono degli stati che si comportano come dei terroristi, ricattando i paesi civili e pacifici con le minacce di seminarvi caos e terrore. Fanno delle leggi per contrastare i pagamenti di riscatto delle vittime rapite con la scusa che quei soldi servano a finanziare il terrore e i gruppi terroristici.

E noi vogliamo impedire al terrore e ai regimi che lo sostengono di ostacolare la nostra lotta e allo stesso tempo dimostrare al mondo e a questi testardi dittatori la forza e la presenza del terrorismo che potrebbe essere sconfitto solo con l’intervento e la benedizione della forza bruta.

Noi vogliamo smascherare questi regimi e dissuaderli una volta per tutte dal commettere tale crimine contro l’umanità. Sono gli stessi regimi che usano i neo-predoni del deserto, per far rapire i cittadini dei paesi ricchi che si trovano come turisti in vacanza nei loro paesi. A volte costituiscono un esercito di questi infami avventurieri, uomini e donne, che vengono pagati per il rapimento dei nostri cittadini affinché li vendano ai terroristi che negozieranno poi la loro liberazione con i nostri governi.”

Il Futuro John che ha cominciato la lezione sveglio si è sentito venire un abbiocco d’inferno. Pensava che nei ceci che ha mangiato come colazione ci fosse qualche sostanza soporifera!

Tutto il primo giorno del seminario fu tramato attorno a questo tipo di argomento: la definizione del terrore e dei terroristi.

Solo con la seconda e terza giornata i ragazzi riuscirono a respirare e a interessarsi senza abbiocco e senza la minima noia. Là hanno avuto la fortuna di seguire delle materie vive: riconoscimento dei terroristi, tecniche di mimetizzazione e tattiche di perseguimento e di combattimento.

Poi venne il momento di esercitazione. I ragazzi ricevevano dei giubbotti a prova di pallottole e si mettevano a simulare un attacco terroristico presso un’abitazione che dovrebbe essere una scuola elementare.

La simulazione è andata bene. Il Futuro John è stato uno splendore, un eroe proprio. Ha stupito i formatori con l’agilità, l’impegno e l’efficacia che aveva dimostrato durante l’operazione di salvataggio delle presunte vittime. Nessun bimbo è stato preso in ostaggio. Anzi grazie a lui i presunti assalitori non hanno toccato neanche un capello delle vittime. In breve, tutta la squadra fu ringraziata con tanto di feste e di elogi.

“Però” consigliò il capo operazione “ricordatevi che la realtà è molto più complessa e pericolosa della simulazione.”

 

Abdelmalek Smari

 

 

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