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Vues et vécus en Algérie et ailleurs. Forum où au cours des jours et du temps j'essaierai de donner quelque chose de moi en quelques mots qui, j'espère, seront modestes, justes et élégants dans la mesure du possible. Bienvenue donc à qui accède à cet espace et bienvenue à ses commentaires. Abdelmalek SMARI

IL FUTURO JOHN (3)

 

Una sera ricevette a casa la visita di un giovane che diceva d’essere l’amico del mecenate. Gli disse che era il rappresentante di una ditta che da lì a poco l’avrebbe contatto per un eventuale impiego.

I due giovani hanno avuto l’occasione di fare due chiacchiere. Così il futuro John seppe che il lavoro promesso non era più il messaggero, ma la guardia giurata.

“Ma se non ho i documenti in regola?!” chiese.

“Ti regolarizzeranno ovviamente.” Rispose con sicurezza il visitatore.

“Davvero?”

“Certamente. Tu preparati, nel frattempo. Hai dei documenti del tuo paese? Sei entrato in questo paese col visto?”

“Certamente, solo che il visto mi è scaduto, ma il passaporto ce l’ho ed è ancora valido.”

“Perfetto. Quando ti chiameranno, vai col passaporto. Adesso ti lascio. Ci vedremo.”

“Non so come ringraziarti. Ti offro qualcosa da bere…”

“No, grazie. A presto.”

Come in un sogno, in meno di un mese il futuro John si trovò con un permesso di soggiorno e un lavoro. Però una cosa gli ha dato un po’ fastidio: più del contratto, che sembrava un contratto da militare, il giuramento. Perché devo tradire o lasciare un lavoro che mi piace? Devo giurare per forza di essere fedele alla ditta fino alla fine dei miei giorni? Non basta il contratto?!

In realtà non era un lavoro a pieno regime, poiché la metà del tempo era dedicata a una formazione per imparare la lingua, la cultura e una specie di educazione civica. Il programma conteneva anche l’addestramento sull’uso delle armi e l’iniziazione a una vera e propria arte di combattimento. Un lavoro impegnativo, ma per un giovane atleta ed ex para, come lui, era ottimo.

Tuttavia la sua vita non era tutta stress e fatiche, c’erano tante occasioni di divertimento in quella città, di giorno come di notte.

Miss Chris era diventata un lontano ricordo e lui non era un monaco bensì un uomo che aveva delle esigenze irrefrenabili, come tutti i giovani della sua età. Una sola cosa, doveva scegliersi bene le sue frequentazioni. Lo esigeva il datore di lavoro. Ma lui, era già discreto e disciplinato per sua natura. Non aveva bisogno di regole scritte per comportarsi da persona civile.

All’inizio era incaricato di vigilare su dei negozi e qualche istallazione e qualche struttura strategica del quartiere centrale della città. Poi avendo acquisito la patente, il settore d’intervento si era esteso a tutta la città.

Del resto, adesso che ci pensa, il contratto prevede la disponibilità dei dipendenti di operare, nel caso ce ne fosse la necessità, in tutto il territorio del paese. Quindi poteva trovarsi a svolgere il suo lavoro a Marsiglia. Gli venne in mente l’amico/padrone e il “debito” che gli doveva. Seduta stante gli scrisse una lettera in cui si scusava chiedendogli il numero del suo conto corrente dove potesse versargli i soldi che gli doveva. Per farsi perdonare lo invitò anche a passare qualche giorno a Nizza semmai si trovasse in Francia. Nella lettera di risposta l’amico/padrone declinò l’invito, gli rimproverò il suo brutto gesto, ma tutto sommato si mostrò comprensibile “L’importante è che non ti sei dimenticato di me. I soldi, versali pure in questo conto che trovi in piè della lettera”.

Si sentiva leggero, non aveva più niente sulla coscienza.

La sua vita era cambiata o piuttosto si era adattato alla vita della città in cui viveva: cene nei ristoranti con vini squisiti, vacanze al mare e in montagna, carta di credito, vestiti discretamente eleganti e una bella società di amici e, ciliegia sulla torta, un tesserino ufficiale con licenza di porto-armi e certi altri privilegi sociali e burocratici. Infatti gli impiegati di quella società di sicurezza erano in stretti rapporti di collaborazione con gli organi di sicurezza e i servizi d’ordine. Capitava anche di rendersi utili quando i servizi segreti avessero bisogno di loro.

Un giorno di ottobre con un cielo azzurro limpido e i marciapiedi coperti di foglie di colore oro acceso e rossiccio, il futuro John fu invitato a una riunione di lavoro. Là incontrò il primo amico che gli aveva parlato di questo lavoro e il secondo pure. Fu per lui una specie di festicciola e di chiacchiere piacevoli.

Quello che avevano ricevuto da quella riunione i tre paesani lo avevano arricchito con domande e commenti. Quella riunione fu indotta per informare il personale di una possibile trasferta nella capitale, nel ciclo della formazione continua prevista dal contratto di lavoro dei dipendenti di quell’agenzia. Il tema era la lotta al terrorismo.

“Ma è compito nostro?” chiese il futuro John.

“No” rispose il primo amico “il punto è che dobbiamo essere pronti a tutte le eventualità.”

“Lo penso anch’io” aggiunse l’altro amico “ormai il terrorismo è diventato un crimine corrente, comune. E non è detto che le strutture che noi sorvegliamo non vengano assalite da questi nuovi delinquenti comuni. I terroristi che ormai si danno al traffico di armi e di stupefacenti, possono prendere delle scorciatoie per finanziare i loro progetti satanici, attaccando gli uffici, le banche, le poste e ogni struttura in cui fiutano l’odore di denaro liquido.”

Il futuro John si mise a riflettere, ma una domanda del primo amico gli ruppe il filo. “Dì un po’, ma tu preghi? Conosci un po’ di Corano?”

“Pregare?! No, però un paio di versetti ce li ho ancora in testa. Ma cos’è questa domanda?”

“Meglio così, bisogna stare alla larga di quei criminali che si nascondo dietro la preghiera e il Corano per soddisfare le loro pulsioni distruttive. E poi tutto ciò che impariamo nella vita può servirci in questo nostro mestiere. Insomma impara l’arte e mettila da parte.”

“Sei stato nella capitale?” chiese l’altro amico per togliere al futuro John, la perplessità che lo aveva invaso.

“Sì, tre volte, ma per pochi giorni. Parigi è grande, grandissima, soprattutto per chi non la conosce.”

“Con questo seminario, vedrai che la conoscerai meglio. E magari ci rimarrai per il resto della vita.”

“Voir Paris et Mourir” disse il Futuro John cercando di sorridere. Su questa battuta i tre colleghi si salutarono.

 

Abdelmalek Smari

 

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