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Vues et vécus en Algérie et ailleurs. Forum où au cours des jours et du temps j'essaierai de donner quelque chose de moi en quelques mots qui, j'espère, seront modestes, justes et élégants dans la mesure du possible. Bienvenue donc à qui accède à cet espace et bienvenue à ses commentaires. Abdelmalek SMARI

IL FUTURO JOHN (2)

 

Fu in uno di questi viaggi, da navetta, che conobbe, in occasione di una scappatina a Nizza, una ragazza, “miss Chris”, come amava chiamarla. Una bella ragazza con capelli scuri e ciglia folte. Una ragazza con un viso rosa e sorridente. Una ragazza bella e desiderabile, affettuosa e gentile. Lei vuole dirigere i suoi primi passi nel felice paese in cui lui sperava di stabilirsi. E lui è semplicemente felice perché è tutto speranza. La speranza di cambiare vita, anche se dovesse patteggiare con il diavolo in persona… figurarsi se il diavolo ha la bellezza e la gentilezza di miss Chris.

Si sono incontrati a Nizza, sulla passeggiata degli inglesi. Era una bella giornata di sole e di spensieratezza. Aveva fatto questa scappatina intanto che un suo fornitore a Marsiglia gli preparasse la merce. Viaggiava con una somma abbastanza grossa di denaro, ma era fiducioso.

“Favorisci?” chiese alla ragazza che condivideva con lui la panchina, porgendole un sacchetto di chips di mela. Lei ringraziò con un sorriso.

Lui faceva fatica a parlare francese, ma era in vena di chiacchierare lo stesso. Non sapeva che lei stentava a capirlo.

Dopo un breve preambolo sul tempo e la provenienza di ciascuno, lui si è trovato a raccontarle un episodio della sua vita, la sua infanzia sacrificata, divorata dal sostituto dell’orco, i servizi dell’ordine. Infatti fu rapito, ufficialmente, da un gruppo di terroristi, picchiato e seviziato poi riportato senza coscienza in un ambulatorio di periferia. Lui sospetta gli sbirri “del regime”, come certi algerini chiamano il proprio governo. Questa faccenda gli è servita per radicarsi completamente nell’odio del proprio paese. La ragazza si mostrò molto solidale con lui.

Decise di rimanere in quella città. Per il momento i soldi ne ha. L’amico padrone poteva pazientare. “Glieli restituirò, i suoi soldi. E poi la sua fortuna non dipende mica dai quattro soldi che mi ha concesso.”

Miss Chris viveva in un appartamentino in un vecchio palazzo. Nei primi giorni, dormivano insieme. Qualche volta sono anche riusciti a fare l’amore. La ragazza lo trovava caldo e generoso ma troppo timido, inesperto, maldestro. “Imparerà”, pensò.

Le era simpatico. Per scherzo gli storpiò il nome. Da Djamel diventò John. “Chiamami il futuro John, per il momento non so se questa mia vita continua.” Risero entrambi della battuta.

Erano passati circa tre mesi che lui aveva vissuto come una continua luna di miele. Poi un giorno, tornando dalle sue peregrinazioni, in cerca di lavoro, vide miss Chris febbrilmente indaffarata: stava chiudendo un trolley. “Ascolta, gli disse, a casa c’è ancora qualcosa da mangiare. Io mi assenterò per qualche giorno.”

“E dov’è che vai?”

“In India, per un raduno di yoghi. Non ci sono oggetti di valore né gioielli. Ma prendi cura della casa e del gatto… se viene a bussare. Sii discreto. Evita di attirare gli sguardi sulla tua presenza.”

“Certo, ma mi mancherai…”

“Tornerò presto. Tu continua a cercare un lavoro, così non dipenderai dagli altri.”

Le diceva queste parole con una calma tale che lui non riusciva più a preoccuparsi della sua assenza. Si stupiva di questa sua fiducia in lui: confidargli la casa.

“Sì, devo trovare un lavoro.” Un monito che se era ripetuto per tutta quella notte.

I giorni seguenti li trascorse a cercare i ristoranti degli algerini. E già che c’era, provava anche con gente araba proveniente da altri paesi del nord Africa. Qualche volta lo avevano chiamato per qualche ora di grande affluenza di clienti, per aiutare il personale a lavare i piatti e a fare la pulizia dei locali. Il guadagno gli assicurava l’integrità dei soldi dell’amico, nel caso in cui questi si presentasse un giorno per reclamare indietro i suoi soldi.

Era conscio della precarietà del suo lavoro saltuario, perciò cercava di conoscere nuovi amici. Alcuni gli consigliarono di prendere contattob con le agenzie di lavoro e andare a bussare nei cantieri della città. Qualcuno gli indicò l’indirizzo di un paio di quelle strutture. E lui, eccolo, subito il giorno dopo, impuntarsi alle otto precise davanti all’ingresso di un’agenzia.

“Spiacente, niente documenti validi, niente lavoro.” Sentenziò il capo agenzia.

Il ragazzo sapeva che non c’era modo di convincerlo. Un’altra agenzia, un’altra delusione. Nel frattempo continuava a fare dei lavoretti saltuari, anche se faticosi e poco salubri, anche se sono “da somaro”. Adesso è convinto che per vivere, bisogna vincere l’orgoglio dell’amor proprio.

Il suo pensiero librava nei cieli sotto i quali si trovava miss Chris, angelo che valeva tutti i sacrifici possibili. Ormai sperava in lei. Non poteva più immaginarsi il proprio futuro senza di lei.

Un giorno venne interpellato da un giovane abbastanza sveglio e sicuramente colto, poiché aveva l’aria di un intellettuale. “Cerchi un lavoro?” gli chiese il giovane.

“Sì” rispose lui senza entusiasmo e aggiunse “ma sono senza documenti validi”. “L’importante è la voglia di lavorare. Ma cosa puoi fare?”

“Non lo so, dei lavori di cui sono capace.”

“Sei stato a scuola? Sai scrivere e leggere?”

“Abbastanza, ho la terza media. Un po’ di francese me lo mastico, ma lo imparerò ancora meglio man mano.”

“Bene. Te la senti di fare una specie di messaggero?”

“Messaggero? Il postino?”

“Più o meno. Si tratta di portare dei plichi o dei pacchi da un posto a un altro. Devi saper districarti nelle vie della città e, cosa fondamentale, essere discreto. Ti pagheranno bene. Intanto farai il rider.”

“Coosa?”

“Un corriere che consegna la pizza a domicilio. Sai andare in bici?”

“Sì, ma non ho una bici.”

“Ci penseranno loro. Per il momento continua la tua vita come hai fatto finora. Poi, ti contatteranno. Hai un recapito telefonico? Dammelo”.

“Non ci ho pensato. Ma è possibile avere un telefonino senza essere in regola?”

“Non è un problema. Ne ho uno vecchio, ma abbastanza valido. Fatti trovare da queste parti domani o dopodomani.”

Il futuro John lo guardò incredulo, poi si ricordò di ringraziarlo.

“Figurati, tra paesani… a presto.”

“A presto e grazie ancora.”

All’indomani ricevette un telefonino, poco male, anzi “figo”. Era configurato a nome di John Paesano!

Il ragazzo gli aveva consigliato di usare questo pseudonimo.

“Forse mi devo tingere in biondo i miei capelli.” Scherzò.

L’intermediario o, meglio, il mecenate rise della battuta. “Vedrai che ti chiameranno.”

La prospettiva di avere un lavoro gli dava una tregua, per non dire una gioia. Ma il silenzio di miss Chris continuava a preoccuparlo. Non aveva più ricevuto sue notizie. Era sparita dai radar. Adesso era lui a badare all’affitto e alle altre spese di casa, ma sempre come delegato dall’inquilina assente.

All’inizio si era sentito smarrito, ma man mano si abituò a questa dolorosa assenza e a questa pesante responsabilità.

Il lavoro di corriere di pizza non durò molto, perché ebbe un incidente che lo ha costretto a rimanere fermo a causa di una frattura al braccio con una brutta ferita.

La convalescenza lo rese vulnerabile. Aveva paura di perdere il braccio. In più, siccome aveva speso tutti i suoi risparmi, aveva paura di non poter più pagare l’affitto e di trovarsi a dormire nei giardini o sotto i ponti.

 

Abdelmalek Smari

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