Overblog
Editer l'article Suivre ce blog Administration + Créer mon blog

Vues et vécus en Algérie et ailleurs. Forum où au cours des jours et du temps j'essaierai de donner quelque chose de moi en quelques mots qui, j'espère, seront modestes, justes et élégants dans la mesure du possible. Bienvenue donc à qui accède à cet espace et bienvenue à ses commentaires. Abdelmalek SMARI

IL FUTURO JOHN (1)

 

“Nel mese di maggio 1490, un israelita battezzato fece sosta in un albergo a nord di Astorga. Cardatore di lana l’uomo viaggiava assai per la necessità del suo commercio. Nella sala comune dell’osteria, dove si era seduto a una tavola, alcuni abitanti del villaggio, per fargli uno scherzo o per derubarlo, guardarono il contenuto della sua borsa; vi trovarono delle erbe e un’ostia per la comunione.

La scoperta sollevò un tumulto. Al grido di sacrilegio gli avventori, ubriachi, si gettarono sull’ebreo, lo percossero, gli passarono una corda intorno al collo e lo trascinarono fuori dall’albergo, davanti al provveditore di Astorga Pedro Villada.

Il riverendo gli fece dare duecento colpi di frusta e, vedendo che l’uomo, nonostante la punizione, rimaneva ostinato, lo mise alla tortura dell’acqua.”

Franco Ingegneri “Torquemada – Atrocità e segreti dell’Inquisizione spagnola”

 

 

 

È da qualche anno che un certo tipo di violenza internazionale vera o presunta ha attirato l’attenzione dell’intero pianeta terra. I mass media ne parlano tutti i giorni h 24. I loro sondaggi, con il prezioso fotoshpaggio della realtà, corroborano i discorsi dei politici, dei capitani dell’industria bellica, delle multinazionali del petrolio e della materia rara e convincono le ONG, le società civili, l’opinione mondiale, i collaborazionisti e agenti piantati laddove il grande dirigente di questa orchestra del caos, chiamato nuovo ordine mondiale, vuole intervenire… tutti s’organizzano e scalpitano o, così sembra, per trovare delle soluzioni a questo problema universale.

Lui (il nostro protagonista è ancora in cerca di un nuovo nome, giacché ambisce a una vita nuova) vuole cambiare vita. I problemi cosmici non gli interessano.

Cambiare vita, sì che lo vuole perché è a sua portata, tanto più che lui non si ritiene un vivente ma piuttosto un affogato che cerca aria, un dannato che cerca salvezza.

Ha avuto un’infanzia difficile, una miseria continua, un tunnel molto buio e lungo come l’eternità. Orfano di padre, ha dovuto seguire il destino della mamma, vedova, che ha finito nella dimora di un nuovo marito. Un orco che la tradiva, la picchiava, da sobrio e da ubriaco. Picchiava pure il bambino con o senza motivo. Lo costringeva a passare la notte fuori, nel patio.

A volte erano due, lui e la sua mamma, a subire una tale punizione “decente”. Decente, nel senso che una decenza, quest’orco, ce l’aveva: non voleva che i vicini lo trattassero da padre crudele o incompetente. Perciò rinchiudeva il figliastro nel giardino. Non gli permetteva di avvicinarsi alla cucina e alla stanza da letto, ecco.

Gli aveva comprato una mucca e costretto a badare a lei, pulirla, darle da mangiare, mungerla. Ogni giorno, e in tutte le stagioni, doveva procurarle un fascio d’erba. E non importava dove dovesse andare a prenderla, quell’erba. I proprietari dei campi gli davano la caccia, lo minacciavano di botte e di stupro e a volte gli sequestravano i fagotti d’erba, anche se non erano dei loro campi. Quando la scuola gli dava tregua – meno male che c’era la scuola obbligatoria – doveva portare la mucca a spasso a trovare essa stessa l’erba e a rubarla.

Ma, per fortuna sua, di lui, questo stato non era eterno: un giorno apprese la notizia della sua salvezza. L’orco è morto. Se il ragazzo – ora adolescente e un po’ responsabile moralmente – manifestava mortificazione era soprattutto per le ripercussioni di questa perdita dolorosa per sua madre, il suo cuore batteva di gioia.

L’orco è morto e quindi l’incubo è finito. È morto di un infarto. E non doveva finire che in quel modo: era un sacco di grassi, di affanni e di ridicolo. Mangiava troppa pasta, troppi grassi e troppi dolci. Il ragazzo, negli ultimi tempi, ne rideva assai. Raccontava agli amici tante barzellette in cui riusciva sempre a inserire il suo padrino come una figura ridicola.

In assenza di serenità, la scuola è stata un fallimento, e il ragazzo si diresse subito verso i lavoretti vari per sbarcare il lunario. Per un anno e mezzo poi è stato a fare il servizio militare. Alcuni suoi amici disertarono e lo hanno invitato a seguirli, ma lui ci vedeva una situazione di vita migliore di quella di casa. Anche perché lui è stato scelto per fare parte di un corpo d’elite. Terminò con dignità il periodo militare e tornò a cercare un lavoro, che non trovava essendo senza nessun mestiere, tranne quello di difendersi e di battersi. “Lavori sporchi e faticosi sono per gli asini” diceva a chi lo esortasse a dipanare finché troverebbe qualcosa di meglio.

Scoprì il contrabbando dei vestiti. Qualche caporale di questo business finì per ingaggiarlo e fidarsi di lui. Lo mandava a Tunisi, Napoli o Marsiglia, con somme ingenti di denaro, a comprare jeans, orologi murali, tappeti, lingerie e cosmetici, prodotti allora inesistenti nel paese. Una grossa responsabilità, che ha assunto con assiduità e onestà.

A fare i conti, non c’era solo il padrone; anche lui, da onesta persona, faceva questi conti. In più, sapeva negoziare bene con i mercanti il prezzo della merce e soprattutto con i doganieri l’ammonto della “mancia”. Sia gli uni che gli altri, si sa, sono di una voracità leggendaria. Gli occhi gli si aprirono su nuovi modi di vita e i mezzi di arrivarci. Qualche volta sognava di intraprende un’attività per conto proprio. Ma i suoi risparmi non gli permettevano ancora un tale lusso.

Le donne, ci sognava. Di tanto in tanto andava in città, dove, sia lui che le ragazze, come anche la gente in generale, sono anonimi le uni per gli altri. Gli era capitato parecchie volte di scambiare in una sala da tè qualche parola con qualche ragazza. Non di più. Ma lo hanno deluso, perché loro erano “serie”: volevano il matrimonio. E questo, anche volendo, gli sarebbe costato in oneri e responsabilità più degli occhi della testa.

 

Abdelmalek Smari

 

 

Article précédent Article suivant
Retour à l'accueil
Partager cet article
Repost0
Pour être informé des derniers articles, inscrivez vous :
Commenter cet article