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BERBERICUS

Vues et vécus en Algérie et ailleurs. Forum où au cours des jours et du temps j'essaierai de donner quelque chose de moi en quelques mots qui, j'espère, seront modestes, justes et élégants dans la mesure du possible. Bienvenue donc à qui accède à cet espace et bienvenue à ses commentaires. Abdelmalek SMARI

I gommonisti e la ghirba (2)

Planche IV

 

(Ali rimane un po’ a guardare verso la porta. Poi quando sente il tonfo di un tuffo si precipita sull’immagine della donna. La prende, la guarda un po’.

Da parte sua Zombi accende la sigaretta che ha dietro l’orecchio e si precipita anche lui sugli effetti personali di Bin Hasen. Prende una bottiglia e la svuota. Mentre ritorna verso il suo angolo, si accorge che Ali è girato da una parte: ha i pantaloncini abbassati, il sedere appena coperto dalle mutande e con una mano tiene l’immagine della donna mentre con l’altra si masturba.

Zombi raggiunge il suo angolino senza disturbarlo. Prende una lattina di aranciata e una bottiglia d’alcool dall’angolo in ombra e versa il contenuto di entrambi nella bottiglia di Bin Hasen. Mette dietro lo spunzone i vuoti e la bottiglia riempita.

Ali sistema l’immagine al suo posto. Bin Hasen rientra dalla stessa porta da cui è uscito, prende uno straccio si asciuga e dà un’occhiata allo specchietto).

- Zombi: Eh profeta, mi daresti un’altra sigaretta?

- Ali: (Si precipita verso il pacchetto vicino agli effetti di Bin Hasen) vuoi anche l’accendino?

- Bin Hasen: Fermo, stupido servo!

- Zombi: Un vero Bin Laden! Pensi di fermare la morte con i tuoi talismani, il tuo corano, le tue preghiere, soprattutto quella preghiera bionda?!

- Bin Hasen: Mi chiamo Adventure. È scritto pure là, sai leggere, no?

- Zombi: Sì, sì, so che sei di sangue francese e che a casa tua si mangia bene e che vai in Europa a cacciare le cammelle di montagna e fare il safari come i pezzenti che girano la vostra Africa…

- Bin Hasen: L’Africa è anche tua. Vai a leggere la geografia spiegata ai mongoloidi.

- Ali: (Ride e si rivolge a Bin Hasen) Ma perché devi andare in Europa per cacciare le cammelle, fallo a casa tua, scusa! Così gli altri faranno come te e nessuno verrà più a profanare i vostri totem.

- Bin Hasen: Pure tu! Io sono mussulmano, mica sono un adoratore degli animali.

- Zombi: Allora, questa sigaretta? Te la chiedo nel nome della nostra amicizia e di questa stessa acqua che abbiamo bevuto insieme da queste stesse borracce…

- Bin Hasen: Anche se baci il tuo occhio! Na!

- Zombi: Non essere bigotto, dai. So che in fondo in fondo non lo sei, o almeno non lo eri; prima parlava di donne, vero Ali?

- Ali: È vero. A sentirlo raccontare le sue conquiste mi veniva gran voglia di fare una sega. È un bravo contastorie; è come se avessi queste donne sotto i miei occhi!

- Bin Hasen: Mi deludi, ragazzo mio… questa faccia da criminale ti ha portato alla perdizione. Dagli uno specchio per guardarsi!

- Ali: (Ali corre verso la sacca con lo specchietto e la porge a Zombi) Ecco.

- Zombi: Vaffan’culo, pure tu.

- Bin Hasen: (Urlando) Guardati, vigliacco!

- Zombi: (Ad Ali) Tutti i bigotti sono violenti e arroganti. Però ad ogni pericolo, i loro pericoli sono spesso tanti ed immaginari, tirano fuori talismani e presunti corani. Che credono di ingannare?

- Ali: Dio.

- Bin Hasen: (Ad Ali) Ma cosa stai a fare con la mia sacca, rimettila al suo posto!

- Zombi: (Giunge le mani, palmi e occhi verso l’alto e recita) Dio, adesso che stiamo partendo proteggici dal pericolo. È da tanto che non tocco il pisello, do l’acqua persino a chi non la vuole e preferisce lo zombretto e se ho ancora con me la bionda che sai, è solo per i bei paesaggi che ci sono sullo sfondo e per quella bella e dolce creatura tua, la camossa… (Bin Hasen fa una smorfia, ma non parla).

- Ali: (Continua sullo stesso tema e tono) dunque adesso che stiamo nelle tue mani… sì sì, adesso, perché prima non ci sembrava, pensavamo di fare a meno di te e della tua provvidenza… comunque fa che la nostra barca parta e arrivi nelle migliori condizioni, con noi sopra, però. Poi si vedrà.

- Ali e Zombi: (Si passano le mani sul viso, se le baciano e dicono) Aaamiiin!

- Bin Hasen: Prendete in giro la mia fede? Io sento che se muoio adesso il biglietto per il paradiso mi è assicurato.

- Zombi: Sapeste quanti biglietti ho, ogni volta che svuoto una bottiglia di zombretto!

- Bin Hasen: Ora basta, il vaso sta per traboccare: dio è un limite rosso. Non toccatelo. Parliamo di noi, invece, delle nostre paure.

- Ali: Non dirmi che hai paura?!

- Zombi: Non vedi che ha smesso di fare le seghe? La vedi, la sua fifa?

- Ali: (Con la mano in visiera) Barca in vistaaa. (A Zombi) Sarà nostra? Che dici? (Segue un chiasso proveniente dall’angolo buio a sinistra).

- Zombi: Credo di sì. (Guarda anche lui). Sì è nostra. È da un po’ che è là. Bin Laden ci ha distratto… fifone!

- Bin Hasen: Certo tu non puoi avere paura, carogna.

- Zombi: Il mio lavoro è non espormi ai pericoli. I furbi che sanno raccontare panzane verosimili saranno i primi. E gli ultimi saranno quegli imbecilli come te che gli credono e cagano sangue per guadagnare miserie e consegnarle poi ai furbi intelligenti come me. Non ti pare un buon motivo per non avere paura?

- Bin Hasen: Non pensare di stordirmi con le tue pretese. Sono credente. Chi non attraversa le tenebre, non conosce la speranza. Il miglior fiore spunta nel letame.

- Zombi: (Sottovoce) Letame parla di letame. Questa volta vi lascerete la ghirba. Io di sicuro non sto andando verso la morte, non aspetto il tuo paradiso per bere o chiavare…

- Bin Hasen: Sei un maiale! Bere, bere, non hai che questa parola sulla bocca!

- Ali: Per la verità, ha detto anche chiavare.

- Bin Hasen: Come se il bere … anch’io bevo.

- Ali: Però non chiavi, almeno in questi ultimi tempi…

- Zombi: Chiavare cosa? Le cammelle delle lontane Alpi? Prima arrivarci.

- Bin Hasen: Bevo l’acqua (va verso una delle borracce, ne stacca un bottiglia, beve e propone agli altri. Ali beve).

- Zombi: A me invece serve una sigaretta e l’accendino.

- Bin Hasen: Se vuoi, ti preparo un tè, ma aiutarti a morire, no.

- Zombi: Allora non bevo della tua acqua. Non ti do questo piacere.

- Bin Hasen: Che faccia tosta! Solo stamani avevi svuotato una bottiglia intera.

- Zombi: Era per lavarmi.

- Bin Hasen: Che faccia! Se non ti lavi mai (rimettendo la bottiglia a posto, si accorge che manca una bottiglia nell’altra borraccia e si guarda in giro. Va verso l’angolo di Zombi). Sei stato tu, vero?

- Zombi: Cosa?

- Bin Hasen. È la tua schifosa miscela del diavolo? Perché mi fai questo?!

- Zombi: Cooosa?

(Bin Hasen si dirige verso la bottiglia di ombretto, ma Zombi gli impedisce di prenderla. Inizia una specie di lotta corpo a corpo. Zombi cade. Ali li separa. Zombi corre verso l’angolo, mentre Bin Hasen prende la bottiglia se l’attacca al collo coi fili dell’auricolare e raccoglie l’accendino che mette in una borsetta di plastica, quindi se la infila nelle mutande. Zombi torna con un oggetto coperto di tela scura: è un coltello. Bin Hasen corre verso la porta e Ali si copre gli occhi. Si ode un tonfo e il rumore della risacca.

- Zombi: Ti ammazzo, coglione di africano (si ferma a guardare il mare. Ali si butta sull’immagine della donna e Zombi ritorna sullo spunzone di roccia)!

- Ali: (La mano in visiera) La barca brucia!

- Zombi: (Si alza di scatto e ripiomba seduto. Si rialza e corre verso il mare) Ti ammazzo. Giuro che ti ammazzo.

(Si sente un’agitazione dietro, voci, urla, rumori di corse e di passi pesanti… Ali si precipita sul bicchiere di Zombi e ne rovescia il contenuto nella tasca. Prende l’immagine della donna e scappa verso l’angolo scuro).

 

Teatro dei Filodrammatici, Milano – 11-05-2016

Abdelmalek Smari

 

 

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